l'aiar slargjarĂ  la puce di Rimati

scritto da furlan il venerdì, 27 luglio 2007,13:58

Mi à rispuindût chel cagon di un maleducât di Rimati. Tal coment 11 la sô ultime rispueste.


... Anyway, ben venga friulano, urdu' and even serbo-croatian in Udine and in the rest of Friuli. Do
you know why? Because sooner or later all those tiny friulano kids who go to school and learn a totally useless language outside of the borders of FVG sooner or later as they get older and (eventually) go to the "great" University of Udine (where I teach Phd students English), they'll have to learn English. And that might mean having to come to me. Which will be great. Know why? Because my eventual bank account will become larger and larger because of those idiots out there (like you, Strassoldo and Honsell) who insist on teaching friulano in school! No, I didn't go to school here (thank God): I also
went to school in Québec where there are lingustic talebans. Like you, Strassoldo, Honsell...

Par cui che a nol rive a voltâsilu il nestri amì studiât (che al samee insegnâ a Udin, puars i nestris students ce esempli!) al dîs che il furlan fûr di chi al è cence sens e che prin o dopo cui che al vûl stâ al mont al scugne lâ sot di lui e il so cont in bancje a si incressarà par colpe di chei "idiots" come me Strassolt e Honsell.

O ringrazi dal compliment, no meretât, di metimi sul plan di chei doi oms impuartantons.

Il furlan al po dâ plui imprescj par frontâ il doman. Rimati nol à il sisteme mentâl par capîlu. Al è cussì plen di sè che cence vê finîts i argoments a passe a lis peraulatis. Che l'aiar al slargj la puce che ven fûr des sôs peraulis.

categoria:atualitât
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Commenti
#1   27 Luglio 2007 - 17:19
 
Mai vidût un cagon simil. Al si cjape par cualchidun parce ch'al sa cagâ par inglês e fâ il lofio a le romane. Ch'al sêti achenti parce che in Canada nissun no lu voleve? Invesit di ringraziâ Strassold pal puest ch'al a otignût al strace l'inglês par disi monadis. Si viôt ch'a nol saveve plui disi nuje par talian:-)
Se 'l furlan al é ce ch'al é, al và benisim par scierâ il bec a un mone zence ch'al sêpi rispuindi:-)
Avonde?
Bigo
utente anonimo

#2   27 Luglio 2007 - 21:31
 
"to the "great" University of Udine"

so great that you teach there...

Ironic isn't it ?

In ogni mut lasinlu piardi... nol val le pene.
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#3   29 Luglio 2007 - 10:53
 
Norman tu sês fuart, lu lassi pierdi ma il to coment al vâl dute la naine!
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#4   30 Luglio 2007 - 13:31
 
Mi à scrit la stese robe ancje a mì.. ai rispuindit cussì e speri che al vedi capit, dutcas..it was my last effort in this debate... Mandi a ducj

Maurizio Mattiuzza

Mio padre è nato a Udine da una famiglia anche sloveno parlante, mia madre in trentino da padre di lontana discendenza austriaca. Io invece, come tanti friulani emigrati, a Zurigo.
Poteva essere anche Monaco o Amburgo, dove ho vissuto spesso poi.
Lavoro da quindici anni quotidianamente in tedesco e da 3 per una multinazionale con sede non lontano da Stoccarda.
Mi disimpegno, come si dice anche in inglese, lingua che utilizzo da oltre 20 anni per lavorare e girare il mondo.
Ho studiato, povero universitario di provincia, pure il francese.
Sono a casa mia al Melkweg di Amsterdam come a Belgrado o ad Atene. Non tengo la lista dei concerti ma di certo ne ho visti più di 154 e una buona quota, per giunta, pure fuori dall’italia
Le mie lingue dunque sono tante; cosa ti faccia pensare d’aver più esperienza di me in termini di multilinguismo io davvero non lo so.
So solo che in me e ed in quello che, con un’immagine bellissima, Natalia Ginzburg chiama il mio lessico familiare convivono, da sempre, italiano, friulano, trentino, tedesco e sloveno.
Ma non è una gara di poliglossia quella che ci oppone in questo dibattito; è qualcosa di molto più importante.
E’ una visione del mondo.
La tua, perdona se insisto, è orfana di una prospettiva.
Ovverosia della capacità di comprendere che una lingua non esclude l’altra.
Sarai stato anche nel Quebec ma forse mai in Slovenia io credo.
Ci fossi andato avresti notato come i ragazzi di là imparino una lingua che, pur servendo a poco oltre Cividale, ha il grande pregio d’esser la loro per cavarsela poi, spesso egregiamente, in inglese e perfino in tedesco.
Ma come faranno mai?
Per quanto le tue tesi mi sembrino trite, ritrite, vecchie, e la tua furbizia italica anche un po’ spocchiosa ho l’onestà intellettuale di credere tu non sia ancora fermo ai deleteri miti delle razze superiori.
Si, perché altra spiegazione logica per cui “il miracolo sloveno” non potrebbe riuscire ad un ragazzo di Nogaredo di Prato non c’è.
O forse si. Si chiama “dittatura” della cultura, pensiero unico.
Credo sia quello ciò che ti fa ritenere vitale il fatto che tutte, dico tutte, le nostre energie debbano essere spese ad imparare bene una e solo una delle tante lingue che sai tu.
Tradotto, tu puoi avere imparato, come di certo hai imparato, spagnolo, francese, italiano, inglese (anche con tutti gli accenti che vanno dal texano alla sfumatura di Cedar Falls Iowa suppongo), ma noi no.
Noi, se pur studiando l’inglese o il tedesco, ci riappropriamo della nostra lingua, di quella lingua in cui, causa secoli di rapporti di potere a nostro svantaggio,ci ritroviamo quasi analfabeti ,siamo out.
Fuori dal mondo, dalla modernitĂ , spaventati, spacciati.
Nella nostra testa friulana non c’è posto che per una o due lingue max dunque.
Gira e volta, come si dice da noi, per te siamo, come giĂ  ti scrissi, nientemeno che dei minus habens.
Perdona ma su questo punto, “mir fehlt die Glaube”, come direbbe Goethe.
Tralascio qui tutte le teorie scientifiche secondo le quali un bilinguismo di base renda assai più agevole l’apprendimento di una terza o quarta lingua; tu che frequenti le università con modalità transatlantica e sai benissimo l’inglese, se solo lo vorrai, potrai documentarti da te.
Io, nel mio piccolo, l’ho sperimentato su me stesso e poi me lo sono anche studiato.
Non mi addentro nelle tue ovvie considerazioni riguardanti l’inglese lingua del business.
Non lo sapessimo che è cosi che va,noi friulani, mi spieghi come è che avremmo fatto a costruire un’economia con un buon tasso di export?
Se poi “vincono” nel mercato globale esclusivamente quelli che parlano 24 h al giorno (dunque anche nel sonno) solo l’inglese, come la mettiamo con l’economia tedesca ? Sparirà vero? Falliranno tutti dunque. Audi, VW, Siemens, Thyssen Krupp, il porto di Brema verrà certamente chiuso a breve, anzi già stasera.
Fortuna vuole, invece, che l”ingegno umano” prescinda dal luogo di nascita e dalla lingua con cui si esprime e sia fatto di altro.
Per quanto attiene alla diatriba spesa sanitaria contro spesa per la tutela della lingua, beh perdona, siamo al bar sport, anzi anche peggio, perché almeno al bar sport ci si diverte.
Mi spieghi tu com’è che ci sono città in Italia dove nessuno tutela il friulano che respingono i feriti al pronto soccorso per mancanza di posti letto?
Possibile che non ti venga in mente nessuno altro centro di costo su quale intervenire per far funzionare meglio il servizio sanitario ?
E’ un vero peccato sai ? Perché sei brillante sei furbo, arrivi ad un passo da Jagger e soci, impressioni le hostess ventenni (magari anche strafighe) coi tuoi accenti esotici..
Saresti una risorsa.
E invece cosa fai? Salti a piè pari le costosissime esternalizzazioni dei servizi, le prebende dei super-manager, le gare di appalto migliorabili, gli sprechi di ogni tipo, le auto blu per andare anche al ristorante o, che ne so, da intimissimi, e te la pigli di brutto con una legge che investe sul friulano un decimo di quello che la tua civilissima vecchia madre Inghilterra prevede per il Galles.
Francamente mi pare tu sia finito sul bersaglio sbagliato.
E un bersaglio sbagliato spesso significa vittime innocenti.
Solo che noi friulani, come vedi, più che vittime siamo “alive and kicking” Oggi più che mai.
E oggi piĂą che mai, credimi, di quello che si ottiene col tuo vecchio mix tra lingua inglese e furbizia italica ce ne sbattiamo, davvero.
Non siamo alle grappe come dici tu. Siamo piĂą moderni; persino di te. Siamo giĂ  oltre. Anche con il senso civico
utente anonimo

#5   30 Luglio 2007 - 17:38
 
Brâf Maurizio, tu scrivis un tic dificilut.
E je une visuâl dal mont la tô che e varès di jessi studiade di chei furlans che plui di spes a cjalin indaûr. Jessi bogns di capì che une lenghe no taie fûr chê altre e je la pussibilitât dal furlan di cjatâ il sô puest tal mont.
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#6   31 Luglio 2007 - 09:18
 
grazie a te furlan! Eh , lu sai, i scrif un tic "masse aulic" a voltis, deformazion (cuasit) professional ;-). No sai se la me vision a meriti di sedi studiade. Studiale a disiti il veer a mi par "too much". Dutcas a je di cert comune a tantis personis cu lis cualis o tabaj e mi confronti..no je duncje, par fortune, dome me, ma patrimoni di ce tancj di loor. Sperin di faa proseliti alore veh :-) Maurizio Mattiuzza
utente anonimo

#7   01 Agosto 2007 - 16:37
 
usti, furlan. Un Mattiuzza in forme sflandorose. Podevistu segnalâ chest toc su ILfurlanist? Podino metilu ancje li di me?
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#8   01 Agosto 2007 - 17:01
 
Scusait, ma Rimati saresial un profesôr di ingles? Al scrîf come un cjastron, cu le cualitât dal sô taljan. Mandin a Honsell la sô letare, viodin ce cal pense di un so docent che i dâ dal cojon.
utente anonimo

#9   03 Agosto 2007 - 09:54
 
Mandi Dree. Vulintiir. Dimi tu ce mut mandati il toc. Maurizio Mattiuzza.
http://www.myspace.com/mauriziomattiuzza



utente anonimo

#10   03 Agosto 2007 - 21:24
 
It ain't even in the list of the top 500 universities in the world. If you want, I'll gladly send it to you.
My three are there.

Reading the local papers, you'd think that it was SUPERIOR to Harvard, which is only 371 yrs old (only
12 times older than the one in Udine) and gave the world the MBA program. Oddly enough, companies like
Eurotech, as described in the Messaggero Veneto, seem to be SUPERIOR to Apple, Microsoft AND Cisco Systems
ALL put together. Everything seems great in FVG.
Sounds like the old days of Madame Ceaucescu. They said she had up to 10 university degrees when in
reality she didn't even have one. They say she was as dumb as a brick.

And who said I only work at the U. of Udine.....?
Grande la Grillo l’altro giorno che ha detto che il friulano agevola l’apprendimento dell’inglese. Una
mia studentessa all’Universita’ di Udine (con solo in tasca il dottorato): mentre mi parla in inglese
continua a pronunciare la "V" in TUTTE le parole che hanno una "W" all’inizio della parola (come wash,
water, west, ecc. Lei le pronuncia vash, vater, vest, ecc.). La guardo e le dico: "Guarda che in inglese
TUTTE le parole, a differenza dell'italiano, che cominciano con la "w" si pronunciano come la parola
“Washington”, e non “Vashington”. Mi guarda e dice: “Davvero”? Io dico di si’, che NON si pronuncia con
la "v” la parola, “Valter Veltroni”, all’italiana, ma “Walter”.

Mi dice: “Ah, ho avuto da giovane un'insegnante friulana d’inglese che mi ha insegnato che le parole
che iniziano con la “w” si pronunciano invece "v".

Grande, senz’altro la sua insegnante….
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#11   03 Agosto 2007 - 23:10
 
"It ain't even in the list"

And you ain't a good teacher either.
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#12   07 Agosto 2007 - 19:44
 
Plenty of germans are using a V instead of a W, plenty of russians are using an A instead of a O, then spanish people use a V instead of a B and vice versa, frenchies has the mania to put an accent at the end of all the words, polish people use only double Us and no V, turkish people only Y and no Is and Chinese Ls instead of Rs and romans Rs instead of Ls G instead of a C or a B instead of a P.
No doubts: the future of the english language will pass by Rome. Again:-)
Gazzo-d'una-Kurwa-de-merde-que-me cago-un-dios-se nol-cji-sfulmine-and-fuck-you-dans-ton-cul de Kasiol:-)
Bigo
utente anonimo

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